RECORD IMBATTIBILITA DEI PORTIERI

RECORD IMBATTIBILITA DEI PORTIERI : Oggi è Gigi Buffon considerato da alcuni il miglior portiere di sempre, ma questo giudizio è relativo e dipende da tanti fattori; Oggi sta stabilendo un record assoluto ma questo non gli da la leadership, forse quando smetterà di giocare si potrà completare il giudizio. Comunque ad oggi 17 marzo 2016 sono 926′ minuti. Ieri invece ci sono stati Dino Zoff e  Sebastiano Rossi, il primo è stato già superato da Buffon, mentre per il secondo c’è ancora il primato ma mancano solo tre minuti. Comunque questi primati sono solo numerici e derivano oltre che dalla bravura dei portieri, anche e soprattutto dalla compattezza e forza delle difese e in generale di tutta la squadra. Oggi Buffon ha davanti Barzagli, Bonucci e Chiellini, guidati da un ottimo allenatore Allegri e coadiuvati da una squadra equilibrata. Ieri Zoff aveva davanti anch’egli una Juventus vincente con un allenatore che guidava una squadra compatta e vincente. Così come Rossi che giocava nel fortissimo Milan di Capello e aveva davanti calciatori come Baresi, Tassotti, Costacurta e Maldini e calciatori che proteggevano questi ultimi rendendoli ancora più imbattibili. Il record di Sebastiano Rossi è durato 929′ – dalla 16a alla…….

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RECORD DEI GOL SERIE A

RECORD DEI GOL SERIE A : dopo il record di imbattibilità per un portiere, sarà il prossimo a cadere ? Il fatto certo è che sta vacillando clamorosamente. Nei campionati a girone unico ossia dal 1929-30 ad oggi, il maggior numero di segnature in Serie A è di 35 ad opera di Nordahl nel 1949-50 con la maglia del Milan (campionato a 20 squadre); Nei campionati a 18 squadre il record mai battuto è di 33 reti messe a segno da A.Valentin Angelillo (Argentino oriundo) anno 1958-59, con la media di un gol a partita (33 gol in 33 gare). L’unico calciatore a superare la soglia dei 30 gol nei campionati a tre punti è stato Luca Toni che nel campionato 2005-2006 realizzò 31 reti, vincendo anche la scarpa d’oro. Gli altri capocannonieri della serie A nei campionati con in palio i tre punti hanno raggiunto massimo 29 gol. Di seguito un elenco di tutti i capocannonieri della serie A ordinati per numero di gol: 35 gol Nordahl (Milan) 1949-50 34 gol Nordahl (Milan) 1950-51 33 gol Angelillo (Inter) 1958-59 31 gol Meazza (Inter) 1929-30 31 gol Felice Borel II (Juventus) 1933-34 31 gol Toni (Fiorentina) 2005-2006 30 gol Hansen…….

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CESARE MALDINI LA CARRIERA CALCIATORE ALLENATORE

CESARE MALDINI LA CARRIERA CALCIATORE ALLENATORE In occasione della scomparsa di Cesare Maldini avvenuta nella notte tra il 2 e il  3 aprile 2016, all’età di 84 anni, ne approfittiamo per rendendogli  omaggio per ricordare la sua brillante carriera nel mondo del calcio: Prima Calciatore nel ruolo di difensore, poi Allenatore prediligendo la marcatura ad uomo e l’uso del libero, alla fine commentatore televisivo. Nato a Trieste nel 1932, ha esordito nel mondo del calcio nelle fila della Triestina nel campionato 1952-53 (il 24 maggio 1953) e della stessa Triestina fu il capitano nel campionato 1953-54. Nell’anno successivo è passato al Milan dove ha giocato  dal 1954-55 al 1965-66 347 partite e segnato 3 gol; Nel Milan ha alzato da capitano la Coppa dei Campioni (1963 la prima per il Milan che batté in finale a Wembley il Benfica di Eusebio), vinto ben 4 scudetti e una coppa latina, diventandone una bandiera. Chiuse la carriera calcistica nel Torino. Ha giocato nella nazionale italiana della quale ha indossato la fascia di capitano nella stagione 1962-63, ha disputato in totale 14 gare tra le quali 2 ai mondiali in Cile nel 1962, ewordendo invece nel 1960 in Coppa Internazionale (Italia-Svizzera 3-0). Da allenatore…….

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CESARE MALDINI LA CARRIERA

CESARE MALDINI LA CARRIERA

CESARE MALDINI LA CARRIERA In occasione della scomparsa di Cesare Maldini avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 aprile 2016, all’età di 84 anni, ne approfittiamo per rendendogli omaggio per ricordare la sua brillante carriera nel mondo del calcio: Prima Calciatore nel ruolo di difensore, poi Allenatore prediligendo la marcatura ad uomo e l’uso del libero, alla fine commentatore televisivo. Nato a Trieste nel 1932, ha esordito nel mondo del calcio nelle fila della Triestina nel campionato 1952-53 (il 24 maggio 1953) e della stessa Triestina fu il capitano nel campionato 1953-54. Nell’anno successivo è passato al Milan dove ha giocato dal 1954-55 al 1965-66 347 partite e segnato 3 gol; Nel Milan ha alzato da capitano la Coppa dei Campioni (1963 la prima per il Milan che batté in finale a Wembley il Benfica di Eusebio), vinto ben 4 scudetti e una coppa latina, diventandone una bandiera. Chiuse la carriera calcistica nel Torino. Ha giocato nella nazionale italiana della quale ha indossato la fascia di capitano nella stagione 1962-63, ha disputato in totale 14 gare tra le quali 2 ai mondiali in Cile nel 1962, ewordendo invece nel 1960 in Coppa Internazionale (Italia-Svizzera 3-0). Da allenatore risalta…….

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BOSKOV SQUADRA CHE VINCE SCUDETTO

BOSKOV SQUADRA CHE VINCE SCUDETTO

BOSKOV SQUADRA CHE VINCE SCUDETTO è  quella che ha fatto più punti, è una delle frasi famose del mitico Vujadin Boskov coriaceo personaggio del mondo del calcio, che in Italia è stato prima un grande calciatore e poi un altrettanto grande allenatore. “È rigore quando arbitro fischia” “L’allenatore deve essere al tempo stesso maestro, amico e poliziotto”? “Pallone entra quando Dio vuole” Gli allenatori sono come i cantanti lirici. Sono molti e anche bravi, ma soltanto due o tre possono cantare alla scala di Milano. La mia grossa preoccupazione è prendere un gol meno dell’avversario. Un 2 a 0 è un 2 a 0, e quando fai 2 a 0 vinci. Nel calcio c’è una legge contro gli allenatori: giocatori vincono, allenatori perdono. “In campo sembravamo turisti. Con la differenza che per entrare allo stadio non abbiamo pagato il biglietto. “Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0. “La partita finisce quando arbitro fischia.

Boskov: “Rigore è quando arbitro fischia”

BOSKOV

Boskov: “Rigore è quando arbitro fischia Boskov a Benny Carbone, fantasista del suo Napoli nel 1994-95 :  “Benny Carbone con le sue finte disorienta avversari ma pure compagni”. Boskov accolse Ruud Gullit alla Sampdoria, nel 1993: “Gullit è come cervo che esce di foresta”. E così commentò il ritorno dell’olandese al Milan la stagione successiva: “Gullit è come cervo ritornato in foresta” Boskov all’interno della sigla di Mai dire gol, programma satirico degli anni Novanta: “Chi ha sbagliato? Pagliuca?” Il giudizio sull’uruguaiano Perdomo del Genoa, suo avversario in molti derby della Lanterna :  “Se io slego il mio cane, lui gioca meglio di Perdomo”. E ancora: “Io non dire che Perdomo giocare come mio cane. Io dire che lui potere giocare a calcio solo in parco di mia villa con mio cane”. Boskov, grande allenatore e anche calciatore, ha militato per molti anni nel campionato italiano. Ha vinto trofei ed impressionato con il suo calcio semplice ma efficace su diverse panchine soprattutto in Italia, portando ad esempio al titolo di campione d’Italia la Sampdoria. Diretta risultati calcio e classifiche campionati Italiano Risultati Serie A, Serie B,  Lega Pro; Classifiche Serie A, Serie B, Lega Inglese Risultati Premier League, Championship; Classifiche…….

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Gli italiani hanno dimenticato come si gioca a calcio ?

GUARDA BALOTTELLI E RICORDA MACINA (DIRETTA GOL E GOL STORIA) La stessa domanda si pone per tutti gli altri aspetti della vita che si svolge nel nostro, i talenti sono scomparsi in ogni campo si umano che lavorativo, questo non perché non nascono più le eccellenze, ma semplicemente perché il sistema che ci circonda, il sitema che come ci hanno inculcato ci ha resi evoluti, non è altro che un qualcosa di oscuro che non mette mai in risalto il talento specifico, ma esalta invece chi riesce a farsi strada anche avendo qualcosa in meno ma che sceglie i canali giusti, qualsiasi essi siano ma basta che conducano velocemente al risultato. In questo modo la qualità resta sempre dietro alla quantità, la qualità che ha sempre contraddistinto gli italiani in tutto il mondo , ed ora che perdiamo anche questa, veramente sembra che siamo inferiori in tutto. Ma qui sono per parlare di calcio, e lo voglio fare portando alcuni cenni storici, che secondo me rendono l’idea di come stiamo procedendo gia da olte 40 anni, tanto che le squadre italiane non riescono più neanche a comporre una squadra con 11 titolari italiani(in realtà neanche riserve). I calciatori per arrivare…….

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I RECORD DELLA SERIE A

GLI SCUDETTI In più di 100 campionati disputati, in numero massimo di scudetti vinti da un calciatore è 8, e solo 3 di essi ci sono riusciti : Ferrari G. (Juventus 1930-31, 1931-32, 1932-33, 1933-34, 1934-35; Ambrosiana Inter 1937-38, 1939-40; Bologna 1940-41); Furino (Juventus 1971-72, 1972-73, 1974-75, 1976-77, 1977-78, 1980-81, 1981-82, 1983-84); Rosetta V (Pro Vercelli 1920-21, 1921-22; Juventus 1925-26, 1930-31, 1931-32, 1932-33, 1933-34, 1934-35). 5 calciatori invece si sono fregiati di 7 titoli: Bettega (Juventus 1971-72, 1972-73, 1974-75, 1976-77, 1977-78, 1980-81, 1981-82); Costacurta (Milan 1987-88, 1991-92, 1992-93, 1993-94, 1995-96, 1998-99, 2003-04); Ferrara (Napoli 1986-87, 1989-90; Juventus 1994-95, 1996-97, 1997-98, 2001-02, 2002-03); Maldini (Milan 1987-88, 1991-92, 1992-93, 1993-94, 1995-96, 1998-99, 2003-04); Scirea (Juventus 1974-75, 1976-77, 1977-78, 1980-81, 1981-82, 1983-84, 1985-86).

1970: Rivera beffardo

In Italia – Germania 4-3, Coppa del Mondo, Messico 1970 La rete della vittoria, è un tiro beffardo di Gianni Rivera  che prende in controtempo di portiere tedesco. In una partita che poi verrà eletta come la più emozionante della storia del calcio. La “partitona” disputata il 19 giugno 1970 allo stadio Azteca di Città del Messico fu  una partita che per intensità, qualità, emozioni e capovolgimenti può essere considerata la “madre di tutte le partite”. Goal, Capovolgimenti di fronte, calciatori che corrono, lottano tutto questo in Italia – Germania 4-3. Ai mondiali messicani del 1970, il Brasile parte favorito, mentre l’Italia ha stentato nel girone di qualificazione (due 0-0 con Israele e Uruguay e una vittoria risicata sulla Svezia) nei quarti 4-1 ai padroni di casa, ora incontra i fortissimi tedeschi. La Germania viene, infatti, da 4 vittorie: Marocco, Bulgaria, Perù ed Inghilterra ed è favorita sugli azzurri. In Italia si parla della staffetta tra Rivera-Mazzola. Chi sta con Rivera chi con Mazzola, ma Valcareggi sceglie in attacco Mazzola e la scelta sembra azzeccata: la squadra parte subito all’attacco. Dopo 8 minuti  da parte dei nostri  arriva il gol: è di Boninsegna. La partita prosegue con continui rovesci di fronte, gli italiani cercano il…….

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italia90: Baggio show

L’Italia è il secondo paese dopo il Messico ad ospitare 2 edizioni dei mondiali. Allenati da Franz Beckembauer, con tanti giocatori che giocano nel campionato italiano: Matthëus, Brehme, Klinsmann, Hässler, Völler – i tedeschi vivono «l’estate italiana» (come cantano Gianna Nannini ed Edoardo Bennato nell’inno ufficiale come un sogno che li porta a vincere il loro terzo titolo mondiale. In finale a Roma l’8 luglio contro l’Argentina portata in finale grazie alle prodezze del solito Maradona. La squadra migliore è forse l’Italia ed è di Roberto Baggio il gol più bello, segnato in Italia – Cecoslovacchia 2-0. Il divin codino denominato così qualche anno dopo dall’avvocato Agnelli mette a segno una splendida pennellata: il giovane Baggio (all’epoca ventitreenne) compie un gesto tecnico che  rimane uno dei momenti più spettacolari dell’intero torneo, nonché la firma d’autore su una nazionale bella, giovane, brillante, che probabilmente ripetiamo… avrebbe meritato qualcosa di più. direttagol

1982: L’Urlo di Tardelli

Tardelli è rappresenta l’emblema della straordinaria partecipazione azzurra ai Mondiali di Spagna 82. Ha detto: “La sera del 5 luglio, guardandoci negli occhi, ci accorgemmo di pensare tutti la stessa cosa. Avremmo vinto noi. Ormai eravamo sicuri”. “Era difficile, all’inizio, era difficile davvero. Ci portavamo dietro i problemi d’una stagione nonesaltante come quella 1981, ma ci portavamo dietro le nostre certezze, anche. I rapporti con la stampa erano diventati veramente duri. Del resto, chissà perchè, non siamo mai stati molto amati dalla stampa, noi. Noi come gruppo, come nazionale intendo. E ci facevamo forza da soli”. 11.07.1982  (20.00) Madrid, Estadio Bernabeu ITALIA-GERMANIA OVEST 3-1 Reti: 1:0 Rossi 57, 2:0 Tardelli 69, 3:0 Altobelli 81, 3:1 Breitner 83   (25 Cabrini fallisce un rigore) Italia: Zoff, Gentile, Scirea, Collovati, Bergomi, Cabrini, Oriali, Tardelli, Conti, Graziani (8 Altobelli,  88 Causio),  Rossi Germania Ovest: Schumacher, Kaltz, Stieleke, K.H. Forster, B. Forster, Dremmler (63 Hrubesch), Breitner, Rummenigge (70 H. Muller), Briegel, Littbarski, Fischer Arbitro: Coelho (Brasile) by direttagol

2006: Del Piero Bello – Efficace

Il gol più bello dei mondiali non solo per come è stato eseguito ma anche per l’ effetto che ha fatto: Del Piero contro la Germania ha demoralizzato i tedeschi facendo finire addirittura un minuto e mezzo prima la partita. “Il segreto fu la squadra, il gruppo – ha detto Del Piero al sito della ‘Fifa’ – E’ stata una vittoria del coro, non dei solisti. O meglio, di tanti solisti che si sono messi al servizio del coro, ciascuno facendo la sua parte nel momento giusto. Nel 2006 non c’è stato un Paolo Rossi, come nell’82. Ma c’è stato un gruppo che ha saputo resistere alle critiche e alla diffidenza inziale, questo sì come nell’82, per poi venire fuori alla distanza, inarrestabile. E’ stato tutto perfetto: solo così si può vincere un Mondiale”. GERMANIA-ITALIA 0-2 grosso 119 Del Piero 120. direttagol

1986: “LA MANO DE DIOS”

LA MANO DE DIOS

LA MANO DE DIOS E’ la rete segnata di mano, quindi irregolarmente, da Diego Armando Maradona nei quarti di finale del Mondiale 1986 il 22 giugno 1986 contro l’Inghilterra. L’Argentina vinse la partita, giocata allo Stadio Azteca di Città del Messico, con il risultato 2-1 e vinse il mondiale dopo aver battuto il Belgio in semifinale e la Germania in finale. Il soprannome si deve allo stesso Maradona, che per giustificarsi, diede la responsabilità del gol alla “Mano di Dio“. Al sesto minuto del secondo tempo il risultato era ancora sullo 0-0, quando Steve Hodge alzò un pallone a campanile all’interno dell’area di rigore, il portiere inglese, Peter Shilton, tentò di far proprio il pallone, grazie anche alla sua altezza di 185 cm, ma Maradona, anche se  fosse più basso di 20 centimetri, deviò il pallone con il braccio e la palla finì nel sacco. L’arbitro tunisino Ali Bin Nasser non s’accorse del fallo e convalidò subito la realizzazione.  direttagol

1988: Il capolavoro di Van Basten

L’attaccante recupera da un infortunio e prende per mano l’Olanda concludendo l’opera con un tiro al volo spettacolare. In finale l’Olanda riuscì dove i grandi predecessori del calcio totale avevano fallito. Gullit aprì le marcature di testa, poi Van Basten segnò un gol incantevole. Il tiro al volo da posizione impossibile sul cross di Arnold Mühren resterà indimenticabile per tutti gli appassionati così come per il portiere sovietico Rinat Dasaev. Hans van Breukelen parò anche un rigore, ma sarà quel gol di Van Basten a restare per sempre nella storia. direttagol.